Musei e patrimoni culturali

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Dal 1996, il CSA ha avviato un progetto mirato alla valorizzazione del patrimonio artistico ed etnografico africano posseduto nei musei piemontesi, alla conoscenza della storia delle collezioni e alla progettazione di percorsi di lettura della cultura africana attraverso la decodificazione artistica, storico-religiosa e socio-culturale degli oggetti in quanto strumento, simbolo, segno.

Campagna di catalogazione e studio delle collezioni di oggetti storici, artistici ed etnografici africani in Piemonte

La ricerca, avviata in collaborazione con il Settore Musei e Patrimonio Culturale della Regione Piemonte, si è proposta di localizzare, censire e analizzare le collezioni africanistiche di interesse storico, artistico ed etnografico presenti in Piemonte. Parte della campagna di catalogazione dei beni demoetnoantropologici attivata dal Settore Musei e Patrimonio Culturale della Regione Piemonte - Progetto Guarini - è servita a ricostruire la storia degli oggetti e per la creazione di un "circuito" che permette la visibilità e la fruizione delle collezioni da parte del pubblico. I risultati della ricerca hanno consentito inoltre la valorizzazione di tale patrimonio attraverso l'organizzazione di seminari, mostre, laboratori.

Parte dei materiali individuati e catalogati sono stati utilizzati per l'allestimento della mostra "L'Africa in Piemonte tra '800 e '900 - Immagini e colonie" e per la realizzazione di un CD-Rom in occasione della mostra "Africa: espressioni di un continente". Il CD-Rom contiene una serie di schede relative alle tipologie degli oggetti in mostra e ad ogni singolo oggetto esposto, contestualizzato con animazioni, filmati e musiche. Le schede forniscono informazioni circa i luoghi di provenienza, i materiali, le tecniche di costruzione e il gruppo etnico di appartenenza.

I musei piemontesi che conservano collezioni africanistiche di interesse storico, artistico ed etnografico:

TORINO E PROVINCIA

Armeria Reale di Torino

I fondi africanistici dell'Armeria Reale constano per la maggior parte della collezione risalente al mercante ed esploratore savoiardo Antoine Brun Rollet (1810-1858). A questa vanno aggiunti doni ricevuti da membri di casa Savoia, ricordi di viaggio di questi e acquisiti dal museo.

Nel "Catalogo dell'Armeria Reale" di A. Angelucci, pubblicato nel 1890, e ancor oggi unico testo disponibile per l'insieme delle collezioni del museo, gli oggetti della raccolta Brun Rollet sono classificati alle serie seguenti, individuate dalle lettere dell'alfabeto: F (scudi), I (armi ammanicate da botta), J (armi d'asta), L (armi da corda e lanciatoje), Q (oggetti diversi).

Il pezzo più antico e più pregiato della raccolta africanistica dell'Armeria non appartiene tuttavia alla collezione Brun Rollet: si tratta infatti di un corno da caccia (olifante) eseguito da artisti di etnia Sherbro (Sierra Leone) su committenza portoghese nel XVI secolo.

Museo Etnografico e di Scienze Naturali - Istituto Missioni della Consolata - Torino

Il Museo di Scienze Naturali ed Etnografia, voluto dal fondatore dell'ordine della Consolata Giuseppe Allamano sin dall'inizio dell'attività apostolica (1901), oltre ad essere efficace mezzo di propaganda missionaria, è divenuto con il tempo un ricco centro di documentazione scientifica sui territori in cui i missionari operano.

Per quanto riguarda la collezione africana, essa concerne prevalentemente le etnie dell'Africa centro-orientale e del bacino del Congo. Si tratta di una doviziosa collezione (più di 1.500 oggetti provenienti da tutte le missioni dell'Africa, raccolti a partire dall'inizio del '900 fino ad oggi) che documenta ampiamente la vita e la cultura delle etnie interessate. Essa consta, infatti, di oggetti di uso quotidiano (dal vasellame alle ceste, agli oggetti per la caccia e per la raccolta del miele, ecc.), ornamenti, sculture, una pregevole raccolta di maschere, armi e capi di abbigliamento. Non mancano oggetti utilizzati nel campo della medicina tradizionale.

Il museo conserva inoltre un erbario (che conta circa 20.000 esemplari provenienti da tutti i continenti); una serie di carte geografiche preparate o raccolte dai missionari; una collezione di vocabolari e grammatiche dei dialetti locali; una raccolta di documenti e diari che illustrano il metodo di ricerca etnografica, cartografica e scientifica dei primi missionari; un ingente archivio fotografico (20.000 fotografie) interamente informatizzato; un archivio video.

Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino

Le collezioni del Museo di Antropologia dell'Università di Torino furono acquisite, nella grande maggioranza, dal Prof. Giovanni Marro (1875-1952), fondatore nel 1923 dell'Istituto di Antropologia.

La parte africana delle collezioni è costituita da 370 oggetti circa, soprattutto di provenienza nilotica, etiope e congolese. Proprio gli oggetti provenienti dal "Bacino del Congo" spiccano per importanza, antichità e consistenza: si tratta di un centinaio di pezzi, per la maggior parte raccolti all'inizio del '900 da due ingegneri piemontesi, Piero Gaiazzo e Carlo Sesti, addetti alla costruzione della ferrovia Matadi-Leopoldville nel periodo dello Stato Indipendente del Congo. Sesti donò al museo anche alcuni album di fotografie da lui scattate nel corso della sua permanenza in Congo. La collezione Gaiazzo-Sesti consta di un gruppo di scudi, molti pugnali e armi da parata; alcune pregevoli statuine rituali e "feticci"; strumenti musicali; oggetti d'uso; monili, ornamenti e capi d'abbigliamento di varie etnie congolesi.

Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi" - Torino

La collezione africanistica del museo consta di soli sette oggetti (sei di uso quotidiano più un quadro etiope) raccolti da Guido Piacenza (primi del '900) e Piero Ghiglione (anni '30).

Guido Piacenza si distinse per le sue avventure in aerostato e il museo conserva un fondo fotografico, relativo ai fratelli Piacenza, in cui è documentato anche il suo viaggio in Congo. Piero Ghiglione (1883-1960), accademico, scrittore e giornalista, fu soprattutto un instancabile viaggiatore. Negli anni '30 viaggiò a lungo in Africa in qualità di inviato della Gazzetta del Popolo. Al museo sono conservate copie di alcuni articoli dei suoi reportages in Africa, corredati dalle fotografie che scattò per illustrarne i contenuti.

Proprio nella fototeca, nella cineteca storica e nella videoteca risiede la ricchezza maggiore delle collezioni del museo per quanto attiene al continente africano. Nell'archivio fotografico si trovano infatti circa 2.700 fotografie di soggetto africano. I fondi più interessanti sono: il fondo Fantin, i fondi risalenti ai Missionari della Consolata, a Vittorio Sella e a Giovanni Braca.

Anche la cineteca conserva materiale d'interesse: dai filmati storici che documentano l'attività del Duca degli Abruzzi e la costruzione del villaggio a lui intitolato nel bacino dello Uebi Scebeli ai documentari di epoca postbellica su safari, spedizioni alpinistiche e archeologiche in varie zone del continente africano.

Museo Civico di Numismatica, Etnografia e Arti Orientali - Torino

La collezione africanistica è costituita quasi interamente dagli oggetti donati da Tiziano Veggia (1893-1957) nel maggio del 1955. Dei 183 oggetti africani esposti al museo e illustrati sul catalogo "Africa America Oceania, le collezioni etnologiche del Museo Civico", ben 181 fanno parte della pregevole collezione Veggia che annovera sculture, armi da combattimento e da parata, strumenti musicali e oggetti d'uso quotidiano. Completano gli oggetti presenti in catalogo una stuoia, dono del Conte Eugenio de Roussy, ed un prezioso cucchiaio in avorio afro-portoghese risalente al XVI secolo, frutto di uno scambio con il Museo Egizio datato 1871.

Nei depositi del museo sono inoltre conservati altri 15 strumenti musicali africani che non compaiono sul catalogo: quattro sonagli ed una sanza appartenenti alla collezione Veggia (che ammonta pertanto a 186 oggetti in totale); sette strumenti musicali (tre a forma di tamburo, quattro in pelle e corda); tre strumenti donati da musicisti africani convenuti a Torino per partecipare alla manifestazione "Settembre Musica", edizione 1997.

Attualmente gli oggetti si trovano in deposito presso il Museo di Arte Antica.

Museo Storico Nazionale dell'Artiglieria - Torino

La collezione africanistica del museo, stimabile intorno ai 450-500 pezzi, consta di armi bianche e da fuoco, bandiere, artiglierie, divise, bardature, strumenti musicali e alcuni oggetti d'uso comune provenienti dalle ex-colonie italiane in Africa. La collezione è stata per lo più costituita accorpando parte dei bottini coloniali catturati durante le campagne del 1890-1895.

Museo di Storia Naturale dell'Istituto "Fratelli della Sacra Famiglia" - Chieri (TO)

La collezione, esclusivamente africanistica, è costituita da circa 200 oggetti d'arte provenienti per lo più dal Burkina Faso, che i Fratelli della Sacra Famiglia - istituzione missionaria da decenni presente in Burkina ed in altri Paesi dell'Africa occidentale - acquistarono da una commerciante di etnia Peul, madame Diopp.

Si tratta prevalentemente di sculture, maschere, strumenti musicali, ornamenti e oggetti d'uso quotidiano.

Museo Nazionale dell'Arma di Cavalleria - Pinerolo (TO)

La collezione africanistica del museo è situata al secondo piano dell'edificio, l'antica Caserma Principe Amedeo, ora Generale Fenulli. Consiste di armi da fuoco e armi bianche (pugnali, frecce, scudi, ecc.), bandiere e gagliardetti coloniali, uniformi adottate e sperimentali (fasce, burnus) e materiale di selleria per cavalli e dromedari, per un totale di circa 200 oggetti, in massima parte provenienti dalle ex-colonie italiane: Somalia, Libia ed Eritrea.

Il materiale fotografico conservato al museo annovera anche fotografie di soggetti africani.

Museo Storico "Casa del Senato" - Pinerolo (TO)

Nel museo, da tempo chiuso per restauro, sono conservate alcune armi di provenienza africana: quattro shotel (sciabole falcate etiopi), quattro coltelli, undici lance, un arco, un siet (spada etiope), quattro rotelle e uno scudo ovale, per un totale di 26 oggetti.

Maggiori informazioni sulle collezioni possono essere desunte consultando le schede descrittive e l'inventario fotografico conservati nella Biblioteca Civica.

Museo Storico Valdese - Torre Pellice (TO)

La collezione africanistica del Museo Valdese, fondato nel 1899, consta prevalentemente di oggetti di uso quotidiano raccolti da missionari valdesi nella zona dello Zambesi e del Lesotho tra la fine dell'800 e i primi del '900. Dai documenti in possesso del museo non è possibile risalire a tutti i donatori; è però accertato che i principali furono la famiglia missionaria Coisson, i fratelli Adolfo e Luigi Jalla e il giovane pastore Giacomo Weitzecker.

Il museo ospita uno stand riguardante le missioni valdesi in Africa e alcuni oggetti e fotografie d'epoca sono esposti nella sala dedicata all'800 all'interno della sezione del museo denominata "Museo Antico". Inoltre, anche in conseguenza del ritrovamento di nuovi oggetti di provenienza africana (circa cinquanta), il museo ha in progetto l'esposizione organica di tutta la collezione africanistica.

CUNEO E PROVINCIA

Museo Civico di Cuneo

La collezione africanistica consta soprattutto di armi provenienti dalla Somalia e dall'Eritrea, donate da militari del cuneese nella prima metà del XX secolo o raccolte per iniziativa di Euclide Milano, ideatore, fondatore e Direttore del museo dal 1930. Gli oggetti sono attualmente conservati in deposito.

Castello della Manta - Manta (CN)

La collezione africanistica consta di una piccola raccolta di armi del periodo coloniale che furono portate al Castello dal Conte De Rege (funzionario di stato in Somalia negli anni'30), marito della Contessa Provana del Sabbione, attuale proprietaria della parte del Castello non donata al FAI. La raccolta, che non è accessibile al pubblico, essendo collocata nella biblioteca privata della Contessa, è costituita da quattro lance, due scudi metallici, sei scudi in pelle, due spade con fodero, due mazze e una borsetta in cuoio.

Museo Civico "Casa Cavassa" - Saluzzo (CN)

L'esigua collezione africanistica consta di sei frecce e due bracciali in bronzo del XIX secolo, provenienti dal Congo Belga, donati al museo da Carlo Buglione di Monale, rampollo di una antica famiglia nobiliare, che a sua volta li ricevette in dono dal cugino, il magistrato Luigi Tessaroli, giudice supplente presso il tribunale di prima istanza del Basso Congo. Gli oggetti sono attualmente conservati nell'Armadio Colombari nella sala XI del museo.

Museo Civico e Gipsoteca "Calandra-Galateri" - Savigliano (CN)

Le collezioni consistono in una trentina di pezzi per la maggior parte risalenti alla prima Campagna d'Africa (1886-1896 circa), donati dal Colonnello Medico G. Maccagno e dai familiari del Generale Giuseppe Arimondi, che parteciparono alle azioni militari. A Savigliano sono conservate anche le lettere inviate da Arimondi dall'Eritrea, oggetto di una donazione più recente (1996), preziose per la comprensione degli avvenimenti della campagna militare.

Un altro piccolo gruppo di oggetti di epoca più recente è stato donato nel 1976 dalla famiglia di un viaggiatore e alpinista saviglianese (donazione Andreotti). Gli oggetti sono per la maggior parte armi e oggetti di uso comune. Del fondo Maccagno fanno parte una Bibbia, un Corano e due lettere manoscritte in lingua amarica.

Castello Reale di Racconigi (CN)

Nel Castello di Racconigi sono conservati anche alcuni oggetti di provenienza africana, facenti parte delle collezioni dei Savoia, proprietari del castello dal 1620 al 1946.

Tali oggetti, non esposti e consultabili previa richiesta, non costituiscono tuttavia una collezione omogenea, trattandosi di oggetti di provenienza occasionale, verosimilmente di doni ricevuti da Vittorio Emanuele III e Umberto II.

La raccolta è composta da: uno scrigno in legno decorato di placche smaltate raffiguranti scene di vita egiziana; un tamburo; uno scudo; sette capi d'abbigliamento (forse libici); alcune stampe e dipinti di soggetto africano; alcuni trofei d'armi di origine in parte araba e in parte incerta.

Museo delle Uniformi ed Armi del Regio Esercito Italiano - Castellar (CN)

Gli oggetti africani fanno parte della collezione privata di Anselmo Aliberti, attuale proprietario del Castello di Castellar, il quale ha allestito il Museo dell'Uniforme del Regio Esercito Italiano nelle stanze del piano superiore del maniero.

Gli oggetti africani, tutti di epoca coloniale, sono esposti nella Sala 5 del museo, detta "Sala delle Colonie". In essa trovano posto una cinquantina di armi, 15 uniformi, 20 copricapi, nonché alcuni oggetti d'uso quotidiano. Completano la collezione una serie di dipinti a soggetto africano, cartine e manifesti sulle colonie e fotografie (circa 300) scattate in Africa orientale, sempre nel periodo coloniale.

ALESSANDRIA E PROVINCIA

Museo Civico e Gipsoteca "Bistolfi" - Casale Monferrato (AL)

La collezione africanistica del museo ha una consistenza ridotta: dieci oggetti soltanto. Nondimeno si tratta di una raccolta significativa, in quanto parte della collezione di un illustre viaggiatore, intellettuale e collezionista casalese, il conte Carlo Vidua.

Museo Civico di Tortona (AL)

La collezione africanistica, di un certo interesse etnografico, comprende oggetti di uso quotidiano, armi, sculture, maschere, strumenti musicali e tessuti provenienti da Nigeria, Costa d'Avorio, Somalia, Eritrea, Libia, Alto Volta, Sudan, Camerun, Egitto, Congo, Gabon, Kenya, Etiopia. L'intera collezione - della quale facevano parte anche alcuni dipinti di artisti africani (Gabon, Camerun) raffiguranti paesaggi africani, purtroppo trafugati - è stata donata al museo dal tortonese Edoardo Zavattari.

ASTI E PROVINCIA

Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco - Castelnuovo Don Bosco (AT)

La collezione africanistica comprende oggetti di uso quotidiano, maschere, armi, strumenti musicali, sculture lignee, tessuti, ornamenti e souvenirs. Gli oggetti, provenienti da diverse zone dell'Africa (Swaziland, Congo, Angola, Benin, Tanzania, Mozambico, Etiopia, Costa d'Avorio), sono per lo più di epoca recente. Non si può parlare di una collezione nel senso specifico del termine, data l'eterogeneità del materiale, dei metodi di raccolta e delle aree di provenienza. Gli oggetti sono stati infatti raccolti in modo non sistematico: in molti casi si tratta di doni fatti alle personalità salesiane durante le loro visite nelle missioni. Non è dunque possibile distinguere collezioni specifiche nemmeno per quanto riguarda i donatori.

Centro Civico Montanari - Municipio di Moncalvo (AT)

La collezione consiste interamente della donazione del diplomatico Franco Montanari (1905-1973). Si tratta soprattutto di oggetti d'arte (circa 100 per la parte africana), raccolti da Montanari in Ghana, Sierra Leone e Liberia tra il 1936 e il 1963: dipinti, sculture in legno e bronzo, abiti, maschere e oggetti d'uso quotidiano (pesi, piatti, recipienti).

NOVARA E PROVINCIA

Museo Etnografico "Ugo Ferrandi" - Novara

La parte preponderante della collezione africanistica del museo novarese - tra le più importanti del Piemonte, in quanto consta di più di 1000 oggetti - è dovuta alle donazioni del capitano marittimo, esploratore e funzionario Ugo Ferrandi (1852-1928).

La prima donazione, che costituisce il nucleo originario delle raccolte civiche, risale al 1889 e consta di 107 oggetti, in prevalenza armi e oggetti d'uso quotidiano provenienti dall'Harrar, crocevia e zona di contatto tra Somali e Galla. La seconda donazione, del 1929, è numericamente più consistente e consta di oggetti somali della regione costiera del Benadir e di oggetti raccolti dal 1896 in avanti nella regione di Lugh.

Oggetti raccolti dal Ferrandi giunsero in seguito al museo anche per donazione di terzi.

Museo Civico Etnografico "Carlo Giacomo Fanchini" - Oleggio (NO)

La collezione africanistica consta di poche armi (uno scudo e quattro lance) che furono portate ad Oleggio dal sig. Gian Domenico Dulio, di cui si sa soltanto che era reduce dall'Africa Orientale. Venute in possesso del sig. Attilio Mazzonzelli, appartenente ad un'antica famiglia di carradori (costruttori di carri), furono da questi donate al Museo verso la metà del '900.

La sala del museo che ospita la collezione è visitabile soltanto su richiesta.

BIELLA E PROVINCIA

Museo Civico di Biella

Si tratta di una piccola raccolta piuttosto eterogenea (armi, oggetti d'uso quotidiano, tessuti e ornamenti) di oggetti provenienti dall'Africa orientale e donati da militari e altri personaggi non meglio identificati. La maggior parte di essi risale al Generale Antonio Baldissera (1838-1917).

VERBANIA E PROVINCIA

Museo Civico "G. Galletti" - Domodossola (VB)

La collezione africanistica consta, per la maggior parte, del fondo donato al museo dal Maggiore (poi Generale) Giovanni Chiossi (1863-1925) nel luglio del 1910. Il fondo comprende oggetti bellici, di culto e d'uso quotidiano, raccolti da Chiossi stesso al fine specifico di documentare la cultura materiale dei Bimal del Benadir (Somalia).

Per quanto riguarda i pochi oggetti non facenti parte del fondo Chiossi, essi costituiscono un materiale eterogeneo quanto a provenienza e donazioni: sono stati infatti donati al museo da viaggiatori, diplomatici, militari ed emigranti della zona dell'Ossola, senza un progetto di fondo.

VERCELLI E PROVINCIA

Museo Civico "Antonio Borgogna" - Vercelli

La collezione africanistica consta di pochi oggetti raccolti presumibilmente in Egitto intorno al 1880 da Antonio Borgogna (1822-1906), viaggiatore e collezionista di Vercelli. Sono per lo più armi coloniali e oggetti turistici ispirati al gusto dell'antico Egitto. Borgogna ha lasciato un catalogo manoscritto del 1892 con l'elenco di tutti gli oggetti della sua collezione, catalogo dal quale è tuttavia possibile apprendere soltanto la provenienza degli oggetti.

N.B. I dati sono aggiornati all'anno 2010.