Il rientro dei cervelli in Africa: la storia di Arnaud Dongue

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Progetto di riferimento: 

di Brissette Tolojanahary

Arnaud Romaric Pokam Dongue è uno dei giovani studenti d’origine africana che ha avuto l’opportunità di proseguire gli studi universitari in un altro Continente. Con il proprio impegno e grazie al sostegno e alla disponibilità economica della famiglia, Arnaud ha realizzato il desiderio di molti giovani d’oggi: studiare all’estero, arrivando così in Italia dal Camerun per frequentare la Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino.

Oggi, Arnaud è diventato uno dei più giovani manager del suo Paese, in quanto, dopo aver conseguito la laurea in Italia, non ha perso tempo e ha fatto rientro in patria, assumendo da subito un ruolo di prestigio in quanto amministratore delegato della FOMA Entreprise Sarl. Si tratta di una delle più grandi aziende edilizie del Paese, specializzata nelle grandi costruzioni dell’ingegneria civile ed è molto conosciuta a Duala e in tutto il Camerun.

Il giovane amministratore delegato riconosce quanto sia stata una delle scelte migliori possibili, quella di frequentare la Scuola di Management ed Economia in Italia, perché gli ha permesso di sviluppare le sue capacità manageriali e di crescere con una mentalità aperta, creativa e capace di interagire con le varie problematiche che devono essere affrontate ogni giorno. Oggi prosegue il proprio lavoro ispirandosi sempre ad adottare le migliori strategie studiate nelle aule universitarie, creando la giusta sinergia tra teoria e pratica per migliorarsi.

Una grande difficoltà che ha dovuto affrontare inizialmente ha riguardato la mentalità dei lavoratori, troppo legati al “fare tutto alla vecchia maniera”: uno stretto legame con le abitudini che li portava a rifiutarsi di accettare le nuove idee dei giovani, complicando in questo modo l’introduzione dei cambiamenti innovativi che avrebbero reso il lavoro ancora più produttivo.

Arnaud riconosce però che non bisogna mai arrendersi: in particolare, ci racconta di come personalmente non ne abbia alcuna intenzione, avendo un carattere forte e deciso per essere un protagonista attivo dello sviluppo economico e della modernizzazione del suo Paese e del grande Continente, con la sua grande varietà di risorse e di riserve naturali. Come lui stesso afferma: “ … nella vita non bisogna avere paura di rischiare di mettersi in gioco; bisogna lottare per realizzare il proprio sogno e non accontentarsi delle briciole. Ho scelto di tornare a vivere dove so di essere più utile alla società e dove posso esercitare al massimo le mie competenze.”

Arnaud ha molte responsabilità nel suo lavoro, che richiede non solo capacità e competenze, ma anche tanta energia fisica e psicologica per relazionarsi con i lavoratori legati a vecchie abitudini e privi di una formazione professionale adeguata. Per lui è molto importante instaurare una buona relazione formativa con i dipendenti, per inserire gradualmente le innovazioni, spiegando loro il valore del lavoro di ognuno, illustrando anche i risultati e la positività delle possibili innovazioni tecnologiche adottabili. A soli 28 anni, Arnaud si sente orgoglioso e soddisfatto del contributo che riesce a dare per lo sviluppo del Camerun e dell’immagine dell’Africa. È felice della sua scelta di rientro, in quanto si è messo in gioco per applicare le competenze acquisite durante i percorsi di formazione internazionale.

Dal Camerun mantiene comunque delle relazioni dirette con l’Italia, cooperando con delle aziende produttrici di macchinari per l’edilizia: molti dei macchinari ed attrezzi usati nei cantieri a Duala sono made in Italy. L’obiettivo è mantenere e migliorare la cooperazione tra i due Stati, Italia e Camerun, soprattutto nel settore edile. Sono in corso la pianificazione di vari progetti di grande costruzione da realizzare in loco con una collaborazione diretta delle imprese italiane.

I giovani con una formazione internazionale possiedono dunque competenze con un valore aggiunto strategico, in quanto dotati di un bagaglio culturale ed esperienze formative in più: per questo motivo spesso vengono sopravvalutati e ricercati nel mercato del lavoro, a maggior ragione in quello africano, per usufruire del loro valore aggiunto. L’Africa ha bisogno del rientro dei cervelli, dei suoi giovani qualificati, per proseguire il cammino verso il progresso senza tralasciare il rispetto delle ricchezze naturali e delle differenti tradizioni culturali da salvaguardare.

(L'articolo costituisce il risultato di un progetto coordinato dal CSA, volto alla formazione e alla promozione di una redazione composta da giovani della diaspora a Torino)

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